mercoledì 3 giugno 2015

RACCONTO MOLTO BREVE. L'IRA. 2014.



L'IRA


Sul calare della sera noi, miserandi proselitori della vita d'espedienti, ci preparavamo ad approntare il giaciglio di fortuna presso una spiaggia, dalla sabbia fine e posta poco più in basso del livello stradale della cittadina. Ci sistemammo precisamente entro un arcosolio in pietra, ovvero un'arcata semicircolare incassata un paio di metri entro il muro di sostegno che fissava il limite tra i due spazi urbani. -Qui dormiamo stanotte Carlo, guarda che bel tramonto, io intanto sistemo i cartoni a terra- dissi al compare di sfortuna quotidiana. Ci sistemammo senza particolari attenzioni alla comodità e distesi non ci rimase che fissare il paesaggio marittimo che ci accoglieva e che doveva accoglierci con i suoi umori climatici inequivocabilmente. Carlo, con lo sguardo fisso rivolto al mare cominciò a dialogare disinteresstamente e mi disse:- Vedi come è calmo il mare adesso, sotto il sole che arrossa il cielo terso; vedi, le imbarcazioni fan ritorno tranquille, tranquille come noi: non che noi siamo barche ma, si capisce. Bene, vedi quella specie di panfilo enorme che primeggia sulle acque, come se il mare fosse un pavimento di marmo lustro, fatto a contegno solo per lei? Vedi, quel barcone è di un riccone e riconosco anche solo dagli ormeggi che si tratta di un russo, deve approdare proprio qui, vicino alla villa faraonica attaccata alla spiaggia dove ci troviamo noi adesso- Con uno sguardo rincuorante ma privo di stupore obiettai dell'umorismo:- Certo, sicuramente capisci che i nostri vicini hanno il nostro stesso rango, si capisce dalla ricchezza, ma che ti interessa quello li, dai?- Carlo, tra la sua barba grigia e folta come la sua capigliatura scomposta aggrottò pure le ciglia e col tono dismesso aggiunse:-lo capisco, ma devi sapere che la città ha di certo offerto ad un ricco così tutti i vantaggi- Immediata la risposta:-Certo, si sa già che i russi miliardari vengon qui e i sindaci gli modificano anche il regolamento edilizio a loro piacimento, per le comodità del lusso..- Carlo rimase in silenzio per un attimo, quindi proseguì, aggrottando pure le ruge in fronte.
-Vedi quello li, il miliardario, è un russo: e come tutti i russi miliardari non sono altro che exsoviet che hanno ereditato il patrimonio dell'eredità economica della vecchia URSS, altri non possono essere, beh si sa che fine han fatto gli altri, nei campi di sterminio, come li chiamavano? Kolkoz, Gulag. Il più bel pezzo di “compagno” chi è, se non il capitalista quindi, ovvero quello che può lottare con l'invidia per diventare più ricco del ricco, una lotta rabbiosa di un cane che si morde la coda. Dalla rivendicazione del collettivismo alla concentrazione dei capitali, il comunismo ed i comunismi sono come la ruota di un mulino che ha sempre bisogno di acqua fresca, acqua corrente-D'improvviso i due sentirono un liquido che dall'alto cadeva su di loro, di colore rossastro brunito, dai riflessi amaranto; subito capii che a sprazzi, l'odore era acre e pungente, aromatico:-Kerosene-dissi a Carlo, il quale mi spinse e già impaurito evitava i cartoni che cominciavano a prender fuoco. Il custode della villa, incaricato dal padrone, era stato chiamato in causa per farci sgomberare. Afferrai l'amico e mi rotolai nella sabbia in un versante inclinato: lui, sopra di me, si rialzò trascinandomi verso lo steccato della spiaggia, fortunatamente vicino alla strada. Eravamo salvi, per il momento. Carlo disse subito:-Siamo a posto, siamo scampati: il custode però deve averci lasciati uscire, se voleva avrebbe potuto ucciderci e la colpa la può scaricare a noi, lasciando li la tanica, per il freddo notturno direbbe che era nostra-. Io risposi rassegnato e deciso:-Sicuro, quella gente farebbe di tutto per evitare di provare fastidio, è il loro impulso, irrefrenabile, di sicurezza di fronte al male, noi siamo il male, noi poveri innazi a loro-.



Addì, 17 Novembre 2014.